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Domanda 01:

Gli standard accademici dovrebbero essere armonizzate a livello europeo?
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Spiegazione

Voto: Processo di Bologna, Paragrafo 2/3, 13 marzo 2012.

Nel 1999 i ministri dell’istruzione degli Stati membri dell’UE si sono incontrati a Bologna (Italia) per discutere dei modi per promuovere la mobilità degli studenti (ovvero lo studio all’estero) e per migliorare la qualità dell’istruzione superiore, attraverso la creazione dello Spazio europeo d’istruzione superiore (SEIS). I ministri intendevano realizzare un sistema dove i diplomi universitari fossero comparabili e quindi riconosciuti in paesi diversi. Il Credito Formativo Universitario (CFU) e standard di qualità comuni sono stati al centro di questa proposta. Questo sistema è noto come il Processo di Bologna.

Secondo il diritto europeo, le politiche in materia d’istruzione sono una prerogativa degli Stati membri. L’UE non ha la competenza per agire in questo ambito, quindi, la partecipazione nel Processo di Bologna è volontaria. Non posso essere prese alcune decisioni legalmente vincolanti. Ciononostante i ministri dell’istruzione degli Stati membri dell’UE si incontrano regolarmente per valutarne i progressi e per scambiare le prassi migliori.

L’ultimo grande incontro si è svolto a Bucarest (Romania), in questa occasione i ministri hanno deciso le fasi successive. Visto che il Processo di Bologna è in ritardo rispetto alle aspettative, il Parlamento europeo (EP) ha adotta una risoluzione nella quale sollecita le istituzioni europee e gli Stati membri a lavorare insieme. Nello specifico, i deputati europei hanno chiesto l’armonizzazione degli standard accademici, per cui i diversi standard accademici nazionali dovrebbero passare ad uno unico europeo.

Pro e Contro

Una maggiore mobilità degli studenti porta ad una maggiore mobilità professionale. Essa rafforza il mercato interno europeo e potenzia l’occupazione giovanile in tutta l’Unione europea.

Stabilire standard accademici comuni a tutta l’Europa, come già esistono negli Stati Uniti, aumenta la qualità dell’istruzione in generale.

Sistemi educativi diversi continueranno ad esistere, saranno solo più facilmente comparabili.

In materia d’istruzione, le tradizioni nazionali degli Stati membri dell’UE dovrebbero essere rispettate. Regolamentare gli standard educativi non dovrebbe riguardare l’UE.

Non tocca ai governi regolamentare in questo ambito. Sarebbe meglio lasciare che le istituzioni accademiche decidano gli standard tra di loro.

Armonizzare gli standard potrebbe danneggiare la diversità e la creatività. Il riconoscimento reciproco degli standard nazionali è sufficiente.

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